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Aspettando il mio turno

C’è una misura dello sfinimento? Esiste una scala della stanchezza? 

Sarebbe da inventare.

“Quanto hai?”

“Aspetta che utilizzo il mio stancometro… uhm… 44.1°”

“Cosa?! Non è possibile. Saresti morta”

“Eppure qui c’è scritto… forse mi resta poco tempo”.

Sì perché in realtà il punto è tutto qui. Il tempo. Ne ho sempre troppo poco e, da quando nella mia vita c’è il Master GCS, si è ristretto ancora di più, così sono diventata la peggior specie di Bianconiglio impazzito.

Mi piacerebbe proprio che esistesse un modo per misurare quanto si è stravolti, un po’ per sfizio e un po’ per la mia deformazione mentale da fisico. Avete presente le persone che non fanno che parlare della loro stanchezza? Bene, dovrebbero smettere finalmente di lamentarsi perché potrebbero essere chiamate a fare una misura allo “stancometro”.

“Vuoi gareggiare? Vediamo un pochino quanto hai…”

Invece di moleste lamentele emergerebbe magari un pochino di spirito di competizione, si potrebbe fare una gara il cui primo premio sarebbe la possibilità di buttarsi fragorosamente in un angolo per riposare sotto gli occhi invidiosi degli avversari perdenti. Pensate che goduria.

E invece niente, lo stancometro non esiste, ma io non ho intenzione di lamentarmi. La mia strategia? Fare meno pipì per non disperdere energie inutili nello sforzo di andare in bagno, guardare meno possibile l’agenda e il calendario per evitare un attacco di panico e prenotare una pulizia dei denti per stare mezz’ora semisdraiata in poltrona e strappare alla vita il tempo di scrivere questo post.

E sì. Scrivo dalla sala d’attesa, il luogo più tranquillo che ho frequentato negli ultimi 6 mesi in effetti. E mi rendo conto che ogni volta che ho un secondo per fermarmi penso al Master. A quante energie ci sto mettendo e a quanto però già mi sta dando in cambio. Penso che quando Marco Bresadola ci dice “forza che il prossimo modulo sarà più leggero” menta sapendo di farlo, ma apprezzo comunque lo sforzo per l’incoraggiamento.

Penso alla prossima volta a Ferrara in cui incontrerò i compagni, forse l’ultima in cui li rivedrò tutti insieme e mi viene già la malinconia. Ci si può affezionare tanto a persone che non conosci e che quasi non vedi? Sì.

Alla stanchezza non voglio neanche pensare, ma vorrei più tempo. Più tempo per approfondire tutti gli spunti e gli stimoli dei docenti e della classe, più tempo per studiare, più tempo per imparare a fare cose che non so, più tempo anche per il nostro blog. È la prima volta nella vita in cui vorrei farmi bocciare per rifare tutto da capo. Ok forse questa ultima frase non avrei dovuto dirla… sarà colpa della stanchezza e ora è il mio turno. Vado a riposarmi sulla poltrona del dentista.

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