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Di ritorno da Ferrara…che confusione!

Mille immagini balenano nella mia testa in questo momento, seduta sul treno che mi sta riportando a casa. Sono flash delle due giornate trascorse tutti insieme nell’aula di via delle Scienze.

Rivedo il primo istante in cui ho fatto ingresso con la mia valigia e una quarantina di facce mi hanno squadrata incuriosite. Ho preso posto, intimidita, in fondo, in ultima fila…

Poi la giornata è trascorsa con vari interventi sia dei prof che, a seguire, di tre ex studenti del master dell’anno precedente, davvero simpatici e che ci hanno caricati e rincuorati con il loro entusiasmo. La sera poi ci siamo rivisti per cenare insieme all’Hotel Europa, ed è stato davvero utile per farci socializzare e rompere il ghiaccio lontani dall’aula e senza l’ansia della lezione da seguire. A tavola ci siamo scambiati le solite domande di rito : “cosa fai nella vita, da che città vieni, come mai ti sei iscritto al corso e cosa ti aspetti…” Ho ascoltato le risposte di alcuni dei miei compagni e ne sono rimasta affascinata… curriculum di tutto rispetto, persone preparatissime e impegnate in molteplici attività, mica come me che mi sono sempre ed esclusivamente  dedicata al mio mestiere di farmacista.

Per un momento la mia carriera (comunque sudata!) mi è sembrata banale e io stessa inadatta a questo corso. Confesso che mi è sorto il dubbio di aver sbagliato master, ma ho allontanato immediatamente questi pensieri negativi. Siamo tutti qui per imparare e condividere le nostre competenze, come hanno detto i prof. Quindi niente panico!

Il giorno successivo, domenica mattina, riprendono le lezioni. Dall’ultima fila vengo “traslocata” d’ufficio in prima linea e per me,essendo una timidona, questo è già un trauma. Poi facciamo un “gioco”: sopra alcuni post-it dobbiamo scrivere qualcosa (un film, un oggetto, una musica) che rappresenti metaforicamente cosa ci aspettiamo dal master. I post-it vengono sorteggiati man mano e se esce il tuo, tocca andare alla lavagna e parlare al pubblico. Non ci sono abituata ma non posso sottrarmi. Non ricordo neppure il mio discorso, soltanto la sensazione imbarazzante di tanti occhi puntati addosso e il mio timore di dire qualche fesseria.  Ho focalizzato l’attenzione su Nicole, Silvia, Giulia e Manuela, le uniche facce conosciute e rassicuranti, ed è andata.

La mattina ha offerto anche momenti di divertimento grazie ad alcuni colleghi maschi particolarmente simpatici e disinvolti, davvero bravi e davvero fantasiose le loro presentazioni! Così è trascorso il primo week end a Ferrara, mi chiedo come procederà questa avventura, ma sono ottimista e rincuorata dall’essere in buona compagnia.

Ah sì, se dovessi scegliere adesso il titolo di un film che mi rappresenta all’interno del Master sarebbe “…io speriamo che me la cavo” di Lina Wertmuller con Paolo Villaggio.

Copertina – FlickrCC BY-SA 2.0

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