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Great expectations

Lo aspettavo da un po’ questo gruppo, come ogni anno con curiosità e timidezza, e molta ansia da prestazione… Già, perché se “loro” hanno il timore del confronto sul forum, della valutazione e degli esami orali, sono io che il primo giorno avvio il seminario con tutti gli occhi puntati addosso. E quest’anno erano 86 le pupille che mi fissavano: mica una platea da ridere.

Sento profondamente mia la responsabilità del passo con cui si parte: non voglio deludere le aspettative e le speranze di nessuno. Ambizione praticamente impossibile da raggiungere, me ne rendo conto, ma ogni anno questa è la meta.

Soprattutto all’inizio li voglio monitorare tutti, quando è così facile per gli studenti avere la sensazione che il treno stia correndo troppo veloce: alcuni preferirebbero una littorina all’alta velocità, altri stanno guardando le carrozze dalla striscia gialla del binario, e secondo me c’è pure qualcuno che vorrebbe prendere me e i docenti dei primi insegnamenti a sberle, come nella famosa scena di “Amici miei”.
Iniziano gli scambi telefonici, cerco di rispondere alle mail il prima possibile. Il confronto con il gruppo dell’anno precedente è inevitabile: i vecchi mi mandano baci e fiori su whatsapp, i “nuovi” li supplico di passare al tu.

La confidenza aumenta assieme alle conversazioni. Monitoro i forum e osservo da dietro le quinte quanto lavorano e con quanta energia. Leggo nel “Moodle cafè” che sentono “quanto è forte e arricchente il gruppo che collabora”, e che “nonostante l’impegno che comporta questa modalità di formazione, confrontarsi quasi tutti i giorni con la classe è una risorsa preziosa”.

Il blog prende forma, e tra cento proposte grafiche e mille prove arriva il post di una studentessa che mi commuove profondamente: l’affetto per i gruppi delle passate edizioni trascina dentro sé la classe di quest’anno. E mi accade sempre così: i volti si susseguono, le esigenze mutano e l’esperienza mi aiuta a correggere il tiro. Ma questo Master è sempre più il “mio Master”, e credo sia una fortuna enorme poterlo frequentare ogni anno.

Il gruppo è arrivato finalmente. Lo leggo e lo vedo nelle decine e decine di post di ogni giorno, e lo percepisco per come bene sapete coordinarvi nell’esercizio che vi ha assegnato qualche ora fa Bruna De Marchi.

Tra un mese ci saranno gli esami finali di primo modulo e il laboratorio, la cena e il dopo cena, i sorrisi e le foto di gruppo. Ho voglia di rivedere i miei studenti, perché quando ci si incontra a Ferrara per la prima volta dopo aver lavorato assieme per tre mesi solo on line, i visi formato francobollo hanno un’espressione completamente diversa, prendono vita e colore.

Vi aspetto tutti, ma proprio tutti, anche chi crede di non essere ancora salito sul treno.

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