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Il quartetto dei perché

Ci sono tanti perché nella vita, la vita stessa è un grande mistero che sollecita infiniti perché. Il mio stralcio di vita intitolato “Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza” ne contiene solo quattro. A qualcuno potranno sembrare pochi, non lo nego. Eppure a me, personalmente, sembrano densi. Pochi ma densi.

Qui sotto vi presento la lista dei miei perché.

Sono quattro, perciò li ribattezzo “Il quartetto dei perché”. Per non creare false attese e per aggiungere un po’ di suspense alla lettura, premetto che non li spiegherò nello stesso ordine (scherzetto di autore).
Ecco qua:

  1. Perché mi sono iscritta
  2. Perché alla mia età
  3. Perché complicarsi la vita
  4. Perché scientifica (la comunicazione)

In base alla parabola del ” Gli ultimi saranno i primi”, comincio dal perché numero 4: Perché scientifica (la comunicazione).
Sono abituata, da tanti anni, ad un tipo di comunicazione secca, immediata, senza fronzoli. Sono una specialista in comunicazione tecnica. Quest’ultima è una comunicazione senza “se” e senza “ma”, in cui ogni singola parola viene pesata e ripensata al fine di evitare fraintendimenti, aree grigie, sforzo cognitivo al di là del necessario. Verbi al tempo presente e in forma attiva, solo un concetto per frase, non più di 18 parole per periodo.
Al momento di rivedere la prima bozza, uno degli obiettivi è – semplificazione linguistica a parte – l’eliminazione del 20% delle parole. E se puoi esprimere il tuo concetto tramite un’illustrazione tecnica, tanto meglio, e così tagli il testo.
Credo che anche il mio cervello, col tempo, si sia abituato a ragionare così. Oramai mi esprimo come un manuale di istruzioni! Grave? Forse si… Urge correre ai ripari!

Ecco che salto dritto dritto al perché numero 1: Perché mi sono iscritta.
Beh, penso sia ormai chiaro che questo Master è per me una sorta di antidoto. Ma non solo: mi permetterà di scoprire mezzi di comunicazione alternativi e a me sconosciuti come il comunicato stampa, l’articolo scientifico, il paper. È un universo a me ancora ignoto e tuttavia già affascinante perché, come ho scoperto curiosando qua e là, è basato su leggi e convenzioni editoriali opposte alle mie. È preferibile l’uso della forma passiva, i periodi possono essere relativamente lunghi, la struttura si arricchisce di note, citazioni, riferimenti bibliografici. Un universo così differente che merita di essere indagato!

Ma – e qui veniamo al perché numero 3: Perché complicarsi la vita – ce la farò?
Seriamente, sarò in grado tra i mille impegni della vita quotidiana, il lavoro, e mettiamo pure gli imprevisti che non si sa mai? Faccio quattro calcoli a mente: un lavoro a tempo pieno (le classiche 40 ore settimanali a cui, volenti o nolenti, si aggiunge lo straordinario), 2 ore al giorno per raggiungere la sede di lavoro, 6 ore ogni fine settimana per tornare a casa (perché lavoro e abito in due città distanti tra loro). Già così non resta molto per la vita privata, gli amici, la famiglia. Ed io ora che faccio, voglio addirittura complicarmi la vita? Non ho ancora raccontato che abito all’estero, e ogni volta mi toccherebbe scendere in Italia per le giornate in presenza. Scendere? O non scendere? Impensabile non poter conoscere dal vivo i miei compagni e i docenti di corso, ci tengo troppo… Perciò so già che scenderò ogni volta.

Cosa so già ancora? So già che sarò sempre stanca, stanchissima, anzi stravolta. Anche perché non sono più una giovinetta e il peso degli anni comincia a farsi sentire. Esagero? Beh, un po’ forse sì, lo ammetto. Quanti anni ho? Segreto: diciamo che la mia età si può definire come l’età della saggezza. Eppure alla mia età – e qui giungo all’ultimo dei miei perché : Perché alla mia età – è importante non “spegnere” il cervello. Poca importanza se abbiamo portato a termine con successo un percorso di studi accademici di tutto rispetto, o se abbiamo coronato gli obiettivi professionali di tutta una vita. Penso sia importante trovare sempre cose nuove da imparare, continuare a porsi obbiettivi da raggiungere. L’arricchimento culturale va al di là di ogni tempo e di ogni età… con buona pace dei miei colleghi che non capiscono perché – alla età della saggezza – mi sia reiscritta all’università.

Conclusione: un quartetto di epici perché, a cui ho trovato altrettante epiche risposte. A questo aggiungo un certo entusiasmo che non avevo preventivato.

Perché dunque esitare? Un click di mouse… e via, si parte!

 


Copertina: Pixabay

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