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Voglio mettere le ali

25 luglio 2016. Interno buio. Solo la luce del monitor sul mio viso, in una camera d’albergo silenziosa e fresca. Non sono abituata a questo clima, la mia Genova d’estate è afosa e umida, ma tra le montagne invece è normale sia così.

Penso con gli occhi fissi su una delle pagine web del Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza dell’Università di Ferrara. Leggo e rileggo come fosse un mantra la frase “le iscrizioni si apriranno a fine luglio”.  

Spero che il fresco stimoli la mia mente nel prendere la decisione giusta perché, si sa, il caldo non aiuta a dipanare le matasse di neuroni ingarbugliati e quindi sarebbe meglio che tornassi a casa con le idee più chiare.

25 novembre 2016. Interno buio. Solo la luce del monitor sul mio viso, in una camera d’albergo silenziosa e innaturalmente calda a causa del riscaldamento decisamente troppo alto. Pensavo facesse più freddo a Ferrara, già addobbata di scintillanti luci natalizie. Domani inizia il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza e io sono qui, più emozionata del primo giorno di scuola della mia vita. Mi trovo all’inizio di un percorso, pensato da diversi anni, ma che solo ora ho avuto la possibilità di intraprendere. Un percorso che desidero porti un cambiamento nella mia vita, una trasformazione da scienziata a comunicatrice della scienza.
Ho paura: non è facile cambiare e rimettersi in gioco, ma desidero farlo perché dai cambiamenti possono nascere cose meravigliose, proprio come succede alle farfalle. E io voglio diventare come una farfalla nella comunicazione: leggera, perchè il mio interlocutore non pensi che la scienza sia solo pesantezza; elegante e precisa nel volo, per non distorcere i messaggi;  colorata, come i fiori su cui mi poserò, per non annoiare.

27 novembre 2016. Esterno giorno. Mi lascio alle spalle l’aula in via delle Scienze 41, dove si sono tenute le prime lezioni in presenza del Master. Uno sguardo agli ultimi compagni che si attardano chiacchierando e scambiandosi impressioni a caldo mentre i docenti inforcano le loro biciclette e pedalano via. Aspetto mio marito e mia figlia, mi stanno venendo incontro. Abbiamo deciso di mangiare qualcosa nella trattoria all’angolo prima di rimetterci in viaggio per tornare a casa. Il cielo è terso e l’aria limpida, è una di quelle giornate così belle che ti aiutano a essere felice (e io lo sono!). E’ stato un inizio stimolante, ricco, variegato, pieno delle emozioni di tutti i partecipanti, delle loro aspettative, di suoni e immagini evocative. Abbiamo iniziato a conoscerci: siamo in tanti e la ricchezza di questa esperienza che stiamo intraprendendo proviene anche da noi stessi e dal gruppo che riusciremo a diventare, come hanno più volte sottolineato i docenti stessi in questi due giorni. Ora non resta che mettersi al lavoro e sfruttare al massimo il tempo a disposizione per imparare al meglio più cose possibili.

Ci vediamo on line, ma, Ferrara, non vedo l’ora di tornare.

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